Carlo, docente universitario in crisi, ed Elisa, giornalista di successo, partono per Tangeri insieme a una coppia di amici per tentare di salvare il proprio matrimonio. L'equilibrio precario del gruppo esplode quando in vacanza si presenta a sorpresa Blu, la giovanissima studentessa con cui Carlo intrattiene una relazione clandestina.
La pellicola esplora la sottile linea tra bene e male e l'incapacità dei maschi contemporanei di trovare una direzione etica. Analizza inoltre il narcisismo tossico, il dolore della mancata genitorialità e il conflitto tra la stabilità dei legami borghesi e l'irruenza distruttiva del desiderio.
Il film rappresenta una summa teorica della poetica mucciniana, rielaborando i topos de L'ultimo bacio attraverso la maturità amara dei cinquantenni. La regia dinamica e ansiogena si sposa con una sceneggiatura, co-firmata da Delia Ephron, che mette a nudo l'infantilismo maschile e il tradimento intergenerazionale compiuto dagli adulti verso i più giovani.
Muccino ha la capacità di trasformare il classico dramma del tradimento in una riflessione più profonda sulla virilità messa sotto scacco e sulla vacuità delle ambizioni intellettuali.
